Non basta visitare un borgo. Bisogna creare le condizioni per scegliere di restarci. Dietro la bellezza di un borgo c’è una sfida: trasformarla in opportunità.
Dal 4 al 6 settembre, Sammichele di Bari ha ospitato il XVIII Festival Nazionale de I Borghi più belli d’Italia. Per alcuni giorni, il paese è diventato un punto di incontro tra Comuni, culture, tradizioni, prodotti locali e storie provenienti da tutta Italia.
Eventi come questo hanno un grande valore perché riportano l’attenzione su luoghi che custodiscono una parte importante della nostra identità: centri storici, piazze, paesaggi rurali, mestieri, produzioni locali, cucina, relazioni di comunità. Ma la domanda più importante non riguarda solo la capacità dei borghi di attrarre visitatori. Riguarda la loro possibilità di essere vissuti ogni giorno.
Un borgo può essere bellissimo, ma per restare vivo deve permettere alle persone di lavorare, accedere ai servizi, avviare attività e costruire il proprio futuro. Non basta che si animi durante una festa, un evento o un fine settimana. La vera sfida è fare in modo che chi ci vive possa scegliere di restare.
In Puglia questo tema riguarda molti territori. Dei 257 Comuni pugliesi, circa tre su dieci hanno una popolazione compresa tra 1.001 e 5.000 abitanti. In questi piccoli centri vive il 5,4% della popolazione regionale: una quota apparentemente limitata, ma che rappresenta migliaia di persone, famiglie, attività e comunità diffuse su tutto il territorio.
I dati Istat mostrano inoltre che la popolazione pugliese continua a diminuire. Tra il 2023 e il 2024 la Regione ha registrato 13.266 residenti in meno. Il calo riguarda soprattutto i Comuni più piccoli, dove spesso la distanza dai servizi essenziali e dalle opportunità professionali rende più difficile trattenere giovani e famiglie.
Le aree interne sono territori più lontani dai principali centri nei quali sono concentrati servizi fondamentali, come scuole, ospedali e collegamenti di trasporto. Non sono però territori privi di risorse: al contrario, custodiscono un patrimonio ambientale, culturale, produttivo e umano di grande valore. È importante contrastare il declino demografico e a migliorare servizi e opportunità economiche, affinché questi luoghi possano continuare a essere abitati e non soltanto visitati.
In Puglia sono 55 i comuni che vivono questa realtà. Valorizzare questi un territorio significa sostenere le comunità che ci abitano, non limitare il ruolo a quello di esclusivo scenario turistico.
Creare impresa significa prendersi cura
Quando nasce una nuova attività in un piccolo comune, come un laboratorio artigiano, una piccola impresa agroalimentare, un progetto culturale, un servizio digitale, un’attività dedicata al benessere delle persone o un’iniziativa di turismo responsabile, non nasce soltanto un’impresa. Sono attività che contribuiscono a rendere il piccolo borgo più forte. L’impresa diventa un presidio generando reddito, ma contribuisce anche a mantenere vive relazioni, servizi e fiducia nel futuro.
La finanza agevolata può aiutare a rendere sostenibili questi progetti. Contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e crediti d’imposta riducono il peso dell’investimento iniziale e possono sostenere l’acquisto di attrezzature, il recupero di spazi, la digitalizzazione, l’innovazione, la formazione e la creazione di nuove attività.
Naturalmente, un incentivo non sostituisce un progetto imprenditoriale. Per ottenere risultati duraturi servono un’idea chiara, un servizio o un prodotto utile, un piano economico-finanziario realistico e una conoscenza concreta del contesto nel quale si opera. La fase di analisi preliminare è quindi decisiva: permette di verificare requisiti, costi, tempi, sostenibilità e compatibilità dell’investimento con le opportunità disponibili.
Opportunità da conoscere
Oggi esistono strumenti che possono sostenere chi desidera avviare o consolidare un’attività nel Mezzogiorno come Resto al Sud 2.0 rivolto agli under 35 o anche Cultura Cresce pensato per le imprese culturali e creative del Mezzogiorno.
Il Festival di Sammichele di Bari ha celebrato la bellezza dei borghi italiani. La sfida che resta, però, è più grande: fare in modo che quella bellezza diventi anche possibilità concreta di vita.
Un borgo è davvero bello quando non è soltanto una meta da raggiungere, ma un luogo nel quale sia possibile restare, lavorare, costruire relazioni e immaginare il proprio futuro.