Chiesta la riattivazione per i PIA e MiniPIA finanziati dal Just Transition Fund e ampliamento dei codici ATECO. C'è una relazione con il cambiamento climatico?
La richiesta avanzata dal consigliere regionale Massimiliano Di Cuia di riattivare rapidamente gli avvisi PIA Taranto e MiniPIA Taranto, finanziati dal Just Transition Fund, riporta al centro un tema decisivo per il futuro della provincia ionica.
Il consigliere ha chiesto alla Regione Puglia di riaprire gli sportelli e di ampliare i codici ATECO ammissibili, per consentire a una platea più ampia di imprese di partecipare alle opportunità JTF.
Una domanda di investimenti già evidente
PIA Taranto e MiniPIA Taranto sono stati sospesi per la ricezione di nuove domande il 10 giugno 2026, dopo una partecipazione superiore alle risorse disponibili. Non si tratta quindi di strumenti rimasti inutilizzati: le imprese hanno mostrato interesse e capacità progettuale, presentando programmi di investimento legati a innovazione, crescita e sostenibilità. Hanno mostrato quindi che il territorio non chiede solo agevolazioni, ma chiede la possibilità di programmare il proprio futuro. La riapertura delle misure, con regole chiare e una platea di attività economiche più ampia, potrebbe offrire continuità a questa domanda di trasformazione.
Oltre l’incentivo: una necessità ambientale
Sarebbe riduttivo considerare PIA e MiniPIA JTF soltanto come strumenti per ottenere un contributo a fondo perduto o un finanziamento agevolato. In un territorio come Taranto, la transizione ecologica è una necessità strutturale che riguarda ambiente, salute, occupazione e competitività.
I cambiamenti climatici, l’aumento dei costi energetici, la pressione normativa e le nuove esigenze delle filiere produttive rendono indispensabile un cambio di rotta. Per le imprese, investire in sostenibilità significa ridurre consumi e rischi, migliorare l’efficienza dei processi, rafforzare il proprio posizionamento sul mercato e costruire modelli di sviluppo più resilienti.
Il Just Transition Fund nasce proprio con questa finalità: accompagnare i territori maggiormente esposti agli effetti della transizione climatica, ambientale, economica e occupazionale verso nuovi modelli di crescita. Taranto rappresenta uno dei contesti italiani nei quali questa missione assume un significato particolarmente concreto.
Energia, innovazione e processi produttivi
La transizione energetica entra oggi nelle scelte quotidiane delle imprese. Non riguarda soltanto la sostituzione di un impianto o l’installazione di pannelli fotovoltaici, ma coinvolge l’intero modo di produrre, organizzare i consumi e pianificare gli investimenti.
Ridurre il ricorso a energia generata da fonti fossili, adottare fonti rinnovabili, monitorare i consumi, migliorare l’efficienza di impianti e macchinari, recuperare energia e digitalizzare i processi sono azioni che possono diminuire l’impatto ambientale e, allo stesso tempo, contribuire alla sostenibilità economica dell’impresa.
In questo quadro, i programmi integrati di agevolazione assumono un ruolo rilevante: permettono infatti di collegare investimenti produttivi, innovazione, efficientamento energetico, formazione e tutela ambientale all’interno di una strategia aziendale unica. Il valore di un progetto non risiede solo nella spesa sostenuta, ma nella sua capacità di generare risultati misurabili nel tempo: minori consumi, processi più efficienti, competenze aggiornate, occupazione e competitività.
Lo sguardo su RemTech Expo
La centralità di questi temi emerge anche dall’imminente RemTech Expo, in programma a Ferrara dal 16 al 18 settembre 2026. RemTech è riconosciuta come hub tecnologico ambientale dedicato al risanamento, alla rigenerazione e allo sviluppo sostenibile dei territori.
L’evento riunisce istituzioni, imprese, università, professionisti e centri di ricerca per affrontare questioni che riguardano bonifiche, suolo, acqua, rigenerazione urbana, cambiamenti climatici, energia, economia circolare e sicurezza del territorio.
Una parte importante delle attività è fruibile anche a distanza. RemTech Europe, ad esempio, prevede due giornate digitali il 14 e 15 settembre e appuntamenti in presenza trasmessi online durante la manifestazione. È un segnale concreto di come la sostenibilità richieda anche nuove modalità di lavorare, informarsi e condividere competenze.
Una scelta necessaria per Taranto
La riattivazione di PIA e MiniPIA JTF Taranto può rappresentare un passaggio strategico per mantenere viva la capacità di investimento delle imprese locali. Allargare i codici ATECO permetterebbe di coinvolgere in modo più esteso altri comparti fino ad ora esculi, rafforzando una diversificazione economica che non può dipendere da un solo settore.
L’obiettivo della riattivazione oltre a distribuire risorse, rappresenta anche la creazione di progetti capaci di integrare innovazione, sostenibilità ambientale, riduzione dei consumi energetici e occupazione qualificata. Per Taranto, questa è una condizione necessaria per trasformare una fase complessa in una prospettiva di sviluppo più equilibrata e duratura.
Dalla progettazione alla realizzazione
Un progetto sostenibile richiede tempo, competenze e una visione chiara. Occorre analizzare la fattibilità dell’investimento, individuare le tecnologie più adatte, definire un piano economico-finanziario credibile, raccogliere preventivi coerenti, valutare gli impatti ambientali e rispettare gli adempimenti previsti.
L’auspicio è che PIA e MiniPIA JTF Taranto possano essere riattivati rapidamente. Non come semplice risposta a una richiesta finanziaria, ma come strumenti strutturali per accompagnare imprese, lavoratori e territorio verso un futuro più innovativo, sostenibile e competitivo.