Stato del bando
Bando chiuso A sportello
Scadenza domande
Fino a esaurimento fondi
Dotazione complessiva
60.000.000 €
Descrizione del bando
Il MiniPIA Puglia è attualmente sospeso per la presentazione di nuove domande, ma resta utile conoscere struttura e requisiti della misura in vista di un eventuale rifinanziamento o riapertura dello sportello. La sospensione è stata disposta dalla Regione Puglia il 3 marzo 2026 per consentire la gestione delle domande già presentate e in istruttoria.
Il MiniPIA – Mini Pacchetti Integrati di Agevolazione è stato lo strumento della Regione Puglia destinato a sostenere programmi di investimento, innovazione e crescita delle micro e piccole imprese regionali.
La misura, gestita da Puglia Sviluppo nell’ambito del PR Puglia FESR-FSE+ 2021–2027, aveva l’obiettivo di accompagnare le imprese nella digitalizzazione, nell’innovazione dei prodotti e dei processi, nella transizione energetica e ambientale e nello sviluppo delle competenze. Il MiniPIA non finanziava esclusivamente l’acquisto di beni strumentali, ma richiedeva un programma integrato: gli investimenti produttivi dovevano infatti essere collegati a un progetto di innovazione tecnologica, organizzativa o gestionale.
I progetti potevano avere un valore compreso tra 30.000 euro e 5 milioni di euro. Gli investimenti produttivi non potevano superare il 90% del valore complessivo del programma e potevano essere integrati con formazione, interventi ambientali, consulenze specialistiche, internazionalizzazione e partecipazione a fiere
L’agevolazione era composta da contributi a fondo perduto, contributo in conto impianti calcolato sugli interessi del finanziamento bancario e garanzie sul finanziamento. Per micro e piccole imprese, l’intensità dell’aiuto sugli investimenti produttivi poteva arrivare fino al 55%, cui poteva aggiungersi una premialità fino al 5% al ricorrere delle condizioni previste dall’avviso.
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Fissa un appuntamentoIl MiniPIA era rivolto a micro e piccole imprese, comprese le imprese che acquisivano la qualifica di media impresa esclusivamente attraverso partecipazioni societarie, e ai liberi professionisti equiparati alle piccole imprese.
Le iniziative dovevano essere localizzate in Puglia e rientrare nei settori ammissibili individuati dalla classificazione ATECO. La misura si rivolgeva in particolare a imprese manifatturiere, commerciali e di servizi che intendevano modernizzare processi, tecnologie e organizzazione aziendale.
Erano escluse, tra le altre, le attività di produzione agricola primaria, pesca e acquacoltura, alcuni comparti industriali come siderurgia e raffinazione del petrolio, le attività connesse a tabacco, gioco e scommesse e gli investimenti nel settore dei trasporti e relative infrastrutture per quanto riguarda gli aiuti a finalità regionale.
Scheda del bando
Stato e tempistiche
- Stato del bando
- Bando chiuso
- Bando a sportello
- Sì
- Scadenza presentazione domande
- Fino a esaurimento fondi
- Data di pubblicazione
- giovedì 8 febbraio 2024
Destinatari e ambito
- Beneficiari
- Impresa femminileMicroimpresaLibero professionistaPMI
- Settore
- AgroalimentareAttività produttivaCommercioCulturaRifiutiSanitàServizi
- Area di intervento
- Puglia
Agevolazioni e spese ammissibili
- Dotazione finanziaria complessiva
- 60.000.000 €
- Agevolazioni
- Contributo a fondo perdutoGaranzia
- Costi ammissibili
- Accesso al creditoAttrezzature e macchinariCertificazioniDigitalizzazioneFormazioneHardware e softwareInnovazione, ricerca e sviluppoInternazionalizzazione / Export / FiereOpere edili e impiantiRisparmio energeticoAltro
Ente erogatore
- Ente
- Puglia Sviluppo S.p.A. - Società soggetta a direzione e coordinamento di Regione Puglia
Domande frequenti
No. La ricezione di nuove domande è sospesa dal 3 marzo 2026. Restano in istruttoria le pratiche già presentate, mentre la Regione Puglia sta valutando le risorse necessarie per un eventuale rifinanziamento degli strumenti sospesi
No. L’investimento produttivo era il nucleo del progetto, ma doveva essere necessariamente integrato con un intervento di innovazione. Le sole spese per impianti, macchinari o opere edili non erano quindi sufficienti a configurare un MiniPIA ammissibile.
Tra le principali voci finanziabili rientravano suolo aziendale, opere murarie, acquisizione di immobili nei limiti previsti, macchinari, impianti, attrezzature, software, licenze, brevetti, servizi di consulenza, formazione, interventi per efficienza energetica e fonti rinnovabili, partecipazione a fiere e programmi di internazionalizzazione
No. Non erano ammissibili le spese di funzionamento, le scorte, i macchinari o le attrezzature usati, le spese notarili, imposte, tasse, pagamenti in contanti e le spese di pura sostituzione
L’aiuto poteva combinare contributo a fondo perduto, contributo in conto impianti sugli interessi del finanziamento bancario e agevolazione connessa alle garanzie sul finanziamento. Per gli investimenti produttivi delle micro e piccole imprese, l’intensità massima poteva arrivare al 55%, oltre a eventuali premialità fino al 5%