Investimenti Sostenibili 4.0 – 2026

Stato del bando

Bando prossima apertura A sportello

Scadenza domande

Fino a esaurimento fondi

Dotazione complessiva

447.595.808 €

Descrizione del bando

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy torna a sostenere le piccole e medie imprese del Mezzogiorno con Investimenti Sostenibili 4.0 – 2026, un incentivo pensato per l’innovazione puntando su tecnologia e sostenibilità ambientale. 

Di cosa si tratta, in pratica? La misura sostiene le aziende che investono in digitalizzazione, economia circolare, efficientamento energetico e, più in generale, in tutto ciò che riduce l'impatto ambientale dei processi produttivi. Un'occasione concreta per le aziende che vogliono crescere guardando al futuro, senza perdere di vista la competitività. 

L'agevolazione è rivolta ai programmi di investimento tra 750.000 euro e 5 milioni di euro, realizzati in una delle seguenti regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. 

Gli investimenti ammissibili possono riguardare diverse situazioni: l'apertura di una nuova unità produttiva, l'ampliamento di una struttura già esistente, la diversificazione della produzione oppure un cambiamento significativo nel processo produttivo dell'azienda. 

Le agevolazioni possono arrivare a coprire fino al 75% delle spese ammissibili, suddivise tra contributo a fondo perduto in conto impianti e una percentuale per un finanziamento agevolato.  

La restante parte, almeno il 25% delle spese complessive, dovrà essere coperta dall'impresa con mezzi propri o con finanziamenti esterni che non godano di altri sostegni pubblici. 

Da segnalare che un quarto di queste risorse  è riservato esclusivamente a micro e piccole imprese, per favorire anche le realtà produttive più piccole del territorio. 

Le domande si potranno compilare a partire dal 10 settembre 2026, mentre l'invio effettivo partirà dal 6 ottobre 2026, esclusivamente tramite la piattaforma informatica di Invitalia. 

Attenzione: la procedura è valutativa a sportello, quindi le domande vengono esaminate in ordine cronologico fino a esaurimento dei fondi. Visto il meccanismo e l'entità delle risorse in gioco, conviene non aspettare l'ultimo momento: preparare per tempo il progetto, i preventivi, il piano di investimento e tutta la documentazione economico-finanziaria può fare davvero la differenza. 

L’ammissibilità effettiva quindi dipende dalla localizzazione dell’unità produttiva, dal codice ATECO, dalla situazione economico-finanziaria dell’impresa, dal rispetto dei requisiti formali e dalla qualità tecnica del programma di investimento. 

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Partiamo dai destinatari: l'incentivo Investimenti Sostenibili 4.0 è pensato per le micro, piccole e medie imprese che hanno (o intendono realizzare) una sede operativa in una delle sette regioni del Mezzogiorno coinvolte.

Ci sono però alcuni requisiti da rispettare al momento della domanda. Prima di tutto, l'azienda deve essere regolarmente costituita e iscritta al Registro delle imprese, oltre che attiva. Serve poi la contabilità ordinaria e avere già alle spalle almeno due bilanci approvati e depositati (chi ha una ditta individuale o una società di persone, invece, dovrà presentare almeno due dichiarazioni dei redditi). 

Non solo: l'impresa deve risultare in regola su più fronti come contributi, fisco, normative edilizie e urbanistiche, questioni ambientali e sicurezza sul lavoro. Restano fuori dalla possibilità di partecipare a questa misura le aziende in liquidazione volontaria, quelle coinvolte in procedure concorsuali con finalità liquidatoria e, più in generale, tutte le situazioni di esclusione previste dal decreto. 

Per quanto riguarda i settori, possono partecipare sia le attività manifatturiere che alcune tipologie specifiche di servizi alle imprese. Restano invece esclusi comparti come quello siderurgico, carbonifero, la costruzione navale, le fibre sintetiche, i trasporti (comprese le relative infrastrutture) e la produzione/distribuzione di energia, sempre con le relative infrastrutture verificando sempre se il codice ateco rientri tra quelli ammissibili al progetto. 

Scheda del bando

Stato e tempistiche

Stato del bando
Bando prossima apertura
Bando a sportello
Sì
Scadenza presentazione domande
Fino a esaurimento fondi

Destinatari e ambito

Beneficiari
Impresa femminileMicroimpresaPMI
Settore
AgroalimentareAttività produttivaRifiutiServiziAltro
Area di intervento
Sud Italia

Agevolazioni e spese ammissibili

Dotazione finanziaria complessiva
447.595.808 €
Agevolazioni
Contributo a fondo perdutoFinanziamento a tasso agevolato
Costi ammissibili
Accesso al creditoCertificazioniConsulenzeDigitalizzazioneHardware e softwareInnovazione, ricerca e sviluppoOpere edili e impiantiRisparmio energeticoAltro

Ente erogatore

Ente
Invitalia

Domande frequenti

La compilazione della domanda sarà disponibile dalle ore 12:00 del 10 settembre 2026. L’invio telematico potrà avvenire dalle ore 10:00 del 6 ottobre 2026, dalle ore 10:00 alle ore 17:00 nei giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì.  

Il programma deve essere realizzato in un’unità produttiva ubicata in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia o Sardegna. 

Le spese ammissibili devono essere comprese tra 750.000 euro e 5 milioni di euro. Inoltre, il valore del programma non può superare il 70% del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato o dall’ultima dichiarazione dei redditi, secondo la forma giuridica dell’impresa. 

Sono ammesse le spese per macchinari, impianti, attrezzature, opere murarie, software, programmi informatici, licenze e certificazioni ambientali. Sono inoltre agevolabili consulenze specialistiche per l’applicazione delle tecnologie abilitanti e, per i progetti di efficientamento energetico, consulenze per la diagnosi energetica. 

L’impresa beneficiaria deve garantire una copertura finanziaria pari ad almeno il 25% delle spese ammissibili complessive, mediante risorse proprie oppure finanziamento esterno privo di sostegno pubblico. 

Il programma di investimento deve essere avviato dopo la presentazione della domanda e ultimato entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.